11 gennaio 2012
Questioni metodologiche
Nell'articolo "Metodo storico anche per Lourdes, il parroco non imbeccò Bernadette" del Corriere del 18 dicembre scorso, Vittorio Messori bacchetta Piergiorgio Odifreddi, il quale nella prefazione (detto di passaggio, si noti che contro le prefazioni in generale il mio blog si è apertamente schierato, http://boxman.ilcannocchiale.it/post/2701455.html) al libro Lourdes - i dossier sconosciuti (a cura di Luigi Garlaschelli) scrive che Bernadette fu «imbeccata dal parroco». Così precisa Messori: «I documenti dicono che il clero, tutto, cercò di frenare la devozione popolare e, per ordine di Peyramale e del vescovo, nessun sacerdote assistette a nessuna delle apparizioni. Solo dopo quattro anni di indagini serrate lo scetticismo della Gerarchia fu vinto, riconoscendo la verità di quanto Bernadette riferiva». Il problema è che quest'ultimo virgolettato sembra non essere completamente in linea con il metodo storico a cui contestualmente richiama. Infatti, "riconoscere" è un verbo epistemico, nel senso che non si può in generale riconoscere che p senza sapere che p, e non si può sapere che p senza che p sia vero. Qualunque documento che certificasse, per esempio, che Napoleone sapeva che il blocco continentale era efficace contro gli inglesi, senza contemporaneamente certificare che il blocco continentale fu di fatto efficace contro gli inglesi, sarebbe in realtà un documento più modesto, certificante al massimo che Napoleone credeva che il blocco continentale fosse efficace contro gli inglesi, o era convinto che il blocco continentale fosse efficace contro gli inglesi. Probabilmente i documenti citati da Messori non sono in grado di certificare che il clero sapeva della verità di quanto riferito da Bernadette, ma più modestamente che il clero si convinse che quanto Bernadette riferiva fosse vero, o altrimenti: il clero riconobbe la sincerità delle sue [di Bernadette] affermazioni.
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boxman il 11/1/2012 alle 20:51 | |